LABORATORI DI

  ARCHITETTURA

LAB43 ENGLAB43

STUDIO DI ARCHITETTURA

L’attuale struttura sportiva del Velodromo Maspes-Vigorelli, sorto negli anni ’30 e completato con una copertura in anni successivi, deve essere considerata un monumento da conservare per motivi sia architettonici che storici e simbolici.


La progettazione architettonica è essenzialmente razionalista ma con una connotazione monumentale tipica dell’architettura di quegli anni. Qualsiasi intervento di modifica o di ristrutturazione da realizzare oggi deve tenere conto di tale realtà.


Attualmente il monumento è soffocato dalle strade di contorno che ne impedisco un corretto impatto con l’edificazione circostante. Si sente l’esigenza di maggior respiro già parzialmente ottenuto con la realizzazione del progetto city-life. Il fulcro dell’intero sistema costituito dal velodromo – dal centro congressi Fiera – dal complesso City-Life si riconosce nella Piazza Carlo Magno.


In questo panorama si può ipotizzare la chiusura di parte della via Duilio e la pedonalizzazione del segmento di via Arona adiacente al velodromo per ottenere duplice effetto di una maggiore viabilità del monumento e del suo diretto collegamento con il parco City-life.


Lo strumento prettamente architettonico per ottimizzare tale intervento è la scelta progettuale di un imponente colonnato esterno al perimetro del velodromo. Tale scelta non è arbitraria ma è resa necessaria dall’intento progettuale di ancorare l’attuale copertura metallica dall’alto tramite tiranti in acciaio, eliminando gli attuali pilastri interni alle tribune che la sostengono dal basso e che danneggiano la visuale degli eventi sportivi che sono effettuati sia sul campo orizzontale che sulla pista ciclistica. Il nuovo colonnato esterno previsto è l’elemento che più caratterizza il nostro progetto. Gli altri elementi importanti, anche se meno appariscenti sono:

a) il completo riuso di tutti gli spazi interni sottostanti alle tribune anche con modifiche delle destinazioni d’uso;

b) il rifacimento dell’anello ciclistico in legno;

c) la modifica radicale della sistemazione esterna, specie nella parte sud.


Il posizionamento dei questo nuovo colonnato non solo risponde alle esigenze di connettore strutturale ma sottolinea in senso neo-classico e monumentale la preesistente struttura razionalista.


Destinazione d’uso

L’intera attuale struttura del velodromo deve essere rivitalizzata anche con nuove funzioni complementari all’attività sportiva vera e propria.


Tali funzioni potranno essere:

- centro culturale con sala-mostre e congressi;

 palestra privata con attrezzature per body-building;

 negozi privati soprattutto per abbigliamento e materiale sportivo;

 ristorante e bar;

- centrale termica, anche adeguata e criteri innovativi per il recupero energetico.


Oltre a tali funzioni aggiunte, dovranno essere conservati e riadattati tutti i servizi inerenti all’attività sportiva (spogliatoi, docce, servizi igienici, locali per massaggi e quant’altro) e locali da concedere in uso alle società sportive.


Sistemazioni esterne

Ad integrazione di quanto già espresso la modifica delle sistemazioni esterne è impostata nella strategia di una maggiore ampiezza degli spazi utilizzabili pedonalmente e circostantial velodromosia con la creazione di una vera e propria piazza pedonale antistante agli ingressi principali utilizzando il sedime attuale di via Arona e sia nella parte sud in collegamento con l’insediamento di city-life, con l’ampliamento dello spazio libero e l’eliminazione del tratto di via Duilio.


L’allagamento di tale spazio libero rende possibile la creazione di un laghetto a forma di mezza luna con il cerchio inferiore che ripete in pianta la stessa curva esterna del Vigorelli, quasi a creare l’ombra arricchito da un secondo colonnato a colonne tronche, che ripete planimetricamente lo stesso colonnato esterno del velodromo. La parte pedonalizzata di via Arona sottostante in nuovo piazzale d’ingresso del Velodromo potrebbe avere nel sottosuolo un parcheggio interrato con ingresso da via Giovanni da Procida e con uscita in piazza Carlo Magno. Tale proposta è da considerarsi come una possibile indicazione futura ma non facente parte dell’attuale concorso.


Illuminotecnica

Il progetto presenta una molteplicità di ambienti e di requisiti a cui i vari impianti d’illuminazione devono rispondere.

L’intervento progettuale è mirato ad esaltare le potenzialità espressive del luogo, con l’esigenza di ricreare atmosfere piacevoli in grado di promuovere l’interazione sociale e una maggiore sensazione di sicurezza.

Luce diffusa sui percorsi, accento particolare sugli elementi architettonici, luce mirata a creare effetti di suggestione.


Le linee guida del progetto coincidono con quelle che caratterizzano una corretta progettazione:

- assegnazione degli illuminamenti appropriati per i vari compiti visivi,

- elevato fattore di resa del contrasto,

- equilibrio delle luminanze,

- riduzione dell’abbagliamento,

- tonalità di luce appropriata,

- uso delle sorgenti luminose più idonee per le varie applicazioni,

- attenzione ai costi d’esercizio e soprattutto al contenimento dell’energia, mediante una scelta

oculata delle sorgenti, delle ottiche e delle disposizioni dei centri luminosi.


Nella progettazione dell’impianto della struttura sportiva si terrà conto delle esigenze visive dei giocatori, degli spettatori e dei telespettatori.


I principali fattori che influiscono sulle condizioni di visibilità sono: il contrasto di luminanza e quello cromatico tra gli oggetti da osservare e il loro sfondo, lo stato di adattamento dell’occhio, l’entità dell’abbagliamento, le dimensioni apparenti degli oggetti da osservare e la loro velocità apparente.

L’illuminamento del piano orizzontale in questi casi copre la maggior parte dello sfondo delle competizioni sportive.

I valori di illuminamento medio del piano orizzontale per il campo di rugby  che si manterranno coincidono con quelli richieste dalle normative CEN e le Raccomandazioni del CONI e saranno di almeno 500lx (100lx medi per allenamento)  e con un uniformità di 0,7 / 0,4 (allenamento).

Per la pista di ciclismo i valori da mantenere sono di 300 lx medi (un’uniformità di 0,4), mentre per la pista di atletica i valori da mantenere sono di 500 lx medi e con un’uniformità di 0,5. In occasione delle manifestazioni che richiedono l’uso di riprese televisive i valori di illuminamento medio verticale in direzione delle telecamere principali sarà pari a 2500 lx e 1700 lx nelle altre come da norma UNI9316.


Una grande attenzione verrà data alle possibili fonti di abbagliamento. I corpi illuminanti saranno ben schermati, raggruppati e orientati in modo appropriato, usando apparecchi di elevata potenza e in numero ridotto.

Le sorgenti utilizzate per l’illuminazione delle piste e del campo di gioco saranno prevalentemente a scarica a ioduri metallici.  A causa della notevole distanza e conseguente potenza da installare e dell’efficienza che i corpi illuminanti devono avere non è possibile fin d’ora prevedere un completo utilizzo di corpi illuminanti a led, che invece si utilizzano per il resto dell’illuminazione dell’impianto.


L’illuminazione delle aree d’accesso al Velodromo sarà attuata con sorgenti prevalentemente a LED per garantire una bassa manutenzione, una buona resa dei colori ed un basso consumo energetico.

Prevediamo di porre in evidenza la peculiarità dell’architettura del progetto  ovvero le tensostrutture.

In particolare si darà maggior rilievo alla fascia perimetrale visibile dal basso da chi si avvicina e accede all’impianto con opportuni corpi illuminanti a LED con ottiche per fascio ellittico in modo da ridurne i centri luminosi. La copertura invece sarà illuminata dall’interno.

VELODROMO MASPES VIGORELLI